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TECNICA DEI
LOCI
Consiste
in un sistema di memorizzazione semplice ma estremamente efficace,
adoperato da molti uomini pubblici nei loro discorsi, al fine di non
perdere il filo logico del discorso pur senza l’ausilio della famosa
“scaletta degli argomenti”. Marco Tullio Cicerone, il celebre
oratore romano, nel suo “De Oratore” affermava che nella memoria si
fissano meglio le immagini provenienti dai sensi ed in particolar modo
quelle che si presentano alla vista. Occorreva dunque aggiungere o
associare ai dati, un elemento visivo. Egli, inoltre, sosteneva la
necessità della collocazione in un determinato posto o luogo di tali
immagini, affinché potessero essere ricordate con sicurezza, ordine e
precisione. Per una corretta attuazione della tecnica dei loci sono
necessari dei luoghi che abbaiano le seguenti caratteristiche: I luoghi
devono essere posti a distanza ridotta e costante tra loro. Devono
essere numerosi. Devono essere chiaramente definiti. Le immagini
dovranno essere inoltre dotate di un elevato grado di
rappresentatività, e tali da catturare al momento del ricordo l’attenzione
con rapidità. Per utilizzare al meglio il metodo dei loci si dovrà:
1) definire
con estrema precisione e rigore le costruzioni, i locali e gli
arredamenti che si utilizzeranno come ordinato supporto mnemonico;
2) convertire
in forma visiva le parole da ricordare;
3) associare
le immagini ottenute al LOCUS a mezzo del P.A.V.
Ciascun
elemento o informazione dovrà essere differenziata il più possibile da
ogni luogo per dimensione, colore, illuminazione, contrasto e chiarezza:
Si dovrà quindi evitare di porre oggetti molto piccoli in un luogo
molto grande (un cerino su una poltrona, uno spillo su un terrazzo, una
spiga in un campo,…) ma, se sarà necessario, si dovrà ingrandire
sproporzionatamente l’oggetto visualizzato. Sarà utile sovrapporre
cose del medesimo colore. Non bisognerà porre oggetti un luoghi
difficilmente visibili (dentro armadi, sotto un tavolo, dietro un muro).
Non si dovrà assolutamente porre le cose nella loro posizione naturale
e scontata (un foglio sulla scrivania, un cuscino sul letto, una scarpa
nella scarpiera, una pentola sui fornelli,…). Questa tecnica
associativa presenta inoltre il notevole vantaggio di far fronte al
problema del “blocco mentale” che affligge coloro che devono
ricordare grandi quantità di dati. Per rammentare quanto memorizzato in
precedenza, infatti, con questa tecnica non si dovrà fare altro che
ripercorrere mentalmente i luoghi prescelti e richiamare le informazioni
ad essi associate. Nel caso in cui si dovesse dimenticare una
visualizzazione sarà sempre possibile proseguire oltre! Occorre
evidenziare che quest’ultima operazione sarebbe impossibile con il
solo metodo a cascata. E importante precisare che il percorso scelto e i
loci relativi possono sia essere realmente esistenti sia immaginari,
anche se è preferibile avere dei riferimenti reali per evitare
incertezze e confusioni.
N. B. L’utilizzo
di questa tecnica permette un uso congiunto dei due emisferi cerebrali
in quanto pur se l’associazione avviene in modo fantastico e creativo,
la selezione e l’individuazione dei dati delle diverse locazioni
avviene con una rigorosa logica.
P. S. Una
curiosità: questo sistema mnemonico, fra l’altro, originò il modo di
dire: “in primo luogo”, facendo con ciò riferimento all’immagine
associata a quella scelta iniziale nel percorso mentale adottato.
Esercitatevi nel visualizzare i fumetti con i loro colori originali.
Immaginate le scene vivide, reali, presenti, e per ogni striscia fate
compiere concretamente le azioni ai disegni.
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