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P.A.V.

Il PAV (o equivalentemente V.A.P.) è uno delle tecniche di memoria più importanti, se non la più importante. Letteralmente significa PARADOSSO AZIONE VIVIDA. Consiste nell’associare ad un determinato elemento sia esso numerico, letterale, concettuale e via discorrendo UN PARADOSSO trasformando l’elemento in un’AZIONE, movimentata, quasi reale, che diremo VIVIDA. Applicando questa tecnica siamo in grado di provocare nel nostro subconscio una sorta di gancio mentale a cui aggrapparci quando vogliamo cercare un informazione già memorizzata. Abbiamo visto che una informazione, di qualunque tipo essa sia, si ricorda meglio quando genera in noi “un’emozione”, ed è proprio questo quello che vogliamo ottenere con questa tecnica. Se nel costruire il nostro paradosso siamo addirittura in grado di coinvolgere, con un po’ di fantasia, tutti i nostri sensi, siamo in grado, talvolta, di mandare un’informazione a lungo termine. Facciamo un esempio. Se volessimo memorizzare ad un certo punto di un discorso la parola CIRCOSTANZA, potremmo pensare di associare all’argomento in questione, supponiamo il LAVORO MINORILE, un’immagine paradossale. Immaginate che: All’angolo di una strada c’è un semaforo rosso. Vi fermate, ma all’improvviso da tutti gli angoli della via saltano addosso alla vostra macchina tanti bambini che incominciano a lavarvi tutta la macchina, persino il fondo. Pensate che sicuramente questo sia sfruttamento del Lavoro minorile. Ma mentre fate questa riflessione i bambini aprono la portiera e vi afferrano trascinandovi a forza in una stanza dove incominciano a fare i giocolieri, i pagliacci, i mangiatori di fuoco e così via. Realizzate finalmente che quello che state osservando è un Circo in una Stanza che viene appunto chiamato da loro CIRCOSTANZA. E il gioco, se pur sembra laborioso, è fatto. L’informazione è stata vissuta come un’AZIONE e quindi per questo non Statica, ma Dinamica (Vivida), il Paradosso ci aiuterà a trasformare l’input in un emozione quasi vissuta, strana per il nostro cervello quindi in grado di essere selezionata e conservata perché inconsueta. In realtà l’immagine che si sviluppa nella vostra mente, all’atto del ricordo, può svilupparsi in una frazione di secondo, tale da consentirci immediatamente di accedere a quella determinata informazione proprio nel momento del bisogno. Vi consigliamo, pertanto di esercitarvi con questa tecnica perché ci accompagnerà per tutto il Corso. Ogni associazione fatta utilizzando il P.A.V., deve seguire un ordine ben preciso: 

1. bisogna evitare le associazioni troppo logiche, altrimenti che senso avrebbe utilizzare il paradosso?  

2. l’azione deve essere movimentata, ma non esageratamente. Nel caso vi siano molte cose da dover ricordare con un unico paradosso, si rischia di trascurare, e conseguentemente, di non ricordare qualcosa che può essere importante; 

3. Quando si utilizzano le SCHEDE MENTALI per le prime volte può essere fatta una certa confusione, dovuta all’utilizzo delle schede in maniera errata. Per evitare ciò, bisogna partire dalla scheda per giungere all’associazione e non viceversa;   

4. Se l'esercizio è applicato con le schede mentali e l’associazione da fare è uguale alla scheda, è opportuno associare alla scheda un oggetto che vi sia noto, e tenerlo come costante punto di riferimento. Ad esempio, alla 33 = mummia, ancora mummia , assoceremo, ad esempio, sempre lo stesso orologio sulla stessa scrivania. Alcuni autori suggeriscono di ricordare un oggetto che rifletta lo stesso oggetto come un specchio, l’acqua, un piatto d’argento, etc.; 

5. se si incorre in un oggetto che possa essere facilmente confuso, bisogna legare ad esso qualcos’altro che lo identifichi meglio. 

Ad esempio, LETTO può confondersi con LENZUOLO o CUSCINO, perché di solito quando si immagina una di queste cose, risulta facile associarvi un letto. È preferibile, allora, associare a LETTO, un letto stile antico, magari con una donna seduta sopra (elemento aggiuntivo completamente opposto) molto grassa, che sfascia il letto, e ancora per fare un esempio, il lenzuolo utilizzato per evadere da un carcere che si trappa, o il cuscino utilizzato per ingaggiare una simpatica lotta, e così via dicendo.