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Approccio
alle Mnemotecniche - Concatenazione a cascata
Il compito che ora ci prefiggiamo sarà quello
di sviluppare delle tecniche associative che andranno ad aiutare l’istinto
concatenante dalla mente. Il primo e più banale metodo che andremo ad
analizzare sarà il metodo della concatenazione. Prima di procedere, è
fondamentale riprendere il nocciolo delle tecniche associative ossia il
V.A.P.
(P.A.V.): “Vivida Azione Paradossale”. Parliamo di vivida
azione paradossale perché in effetti è ciò che bisogna visualizzare
in mente, in quanto non basta semplicemente pensare ad un oggetto o ad
un dato per ricordarlo, ma invece occorre visualizzare l’opportuna
immagine corrispondente quanto più possibile reale, intensa e
possibilmente ricca di colori: insomma vivida. Tale immagine non dovrà
essere statica, ma dovrà piuttosto essere caratterizzata da una certa
dinamicità, trasformarsi, crescere, rimpicciolirsi, spaccarsi,
sgretolarsi, esplodere, quindi essa dovrà sempre compiere un’azione
che andrà a rinforzare il ricordo ed il richiamo di questo. Infine, la
vivida azione così creata dovrà essere resa del tutto “paradossale”:
quanto più sarà irrazionale e fantasiosa, tanto più rimarrà impressa
nella memoria, proprio perché fuori dai normali schemi. Proprio nel
creare l’appropriato P.A.V. sarà concentrato lo sforzo delle tecniche
mnemoniche, che avranno lo scopo di stimolare la fantasia, affinché
tale operazione non sia più uno sforzo ma uno “sfizio” con cui il
pensiero si trastulla grazie alla sua enorme velocità (saranno comunque
necessari dei tempi minimi di applicazione).
CONCATENAZIONE
A CASCATA
Il modo più
naturale di pensare è quello dell’associazione mentale. Fin da
bambini ci è stato insegnato che quell’oggetto strano in cucina con
quattro gambe si chiama tavolo; da allora, ogni oggetto con la stessa
forma è diventato per noi un tavolo, come è logico che sia. Dobbiamo,
quindi, se vogliamo memorizzare una qualsiasi informazione, imparare ad
associare. Occorrono delle associazioni molto precise per distinguere
due informazioni simili, ma sostanzialmente diverse: ad esempio, TAVOLO
è diverso da SCRIVANIA, anche se la forma è simile. Se l’associazione
viene fatta solo per esercizio, occorre sempre partire da un punto
preciso, con una immagine precisa. Se vogliamo ad esempio ricordare
una sequenza di fiori, è chiaro che potremmo immaginare di essere da un
fioraio o in un prato fiorito e così via. Questo esercizio denominato a
cascata o a catena, serve per legare ogni informazione con quella
precedente e quella successiva senza che tra questi vi sia un preciso
legame logico. Infatti, un’associazione è molto più semplice da
ricordare anche perché desta in noi un’emozione che può essere
creata con un’associazione ridicola, assurda, movimentata o
sproporzionata. Un’applicazione pratica di tale tecnica è quella che
segue: una lista di venti o trenta oggetti potrà, in tal modo essere
ricordata con semplicità e con un pizzico di fantasia.
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CINEMA
PIDOCCHIO COCA COLA CRISTALLO GOLA ALBERO PORTE RADIO SCACCHI PACHIDERMA
TROMBA SPAZZOLINO SIGARETTA RUBINETTO FAGIOLO ARMADIO GONNA
BICCHIERE SPECCHIO PENNARELLO BALCONE PADELLA FIAMMIFERO SCARPA
CILIEGIA SPAGHETTI |
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Siamo all’interno di un CINEMA, durante la
proiezione del film dalla testa di uno degli attori salta un PIDOCCHIO
che uscendo dallo schermo si posa sui nostri capelli. Per lo
spavento sentiamo il bisogno di bere una COCA COLA al bar
di fronte che ci viene offerta in un vaso di CRISTALLO.
Quando la beviamo si ferma qualcosa nella nostra GOLA, è
un piccolo ALBERO che ci impediva di respirare. Guardandolo
bene osserviamo delle PORTE sul suo tronco. Ne apriamo una
e veniamo come risucchiati all’interno, dove c’è un gran
baccano, musica ad alto volume generata da una RADIO. La
voce del deejay ci invita a giocare a SCACCHI con un PACHIDERMA
che si dice sia il campione del mondo della specialità. Appena
facciamo la prima mossa si sente il suono di una TROMBA che
ci preannuncia la vittoria di uno SPAZZOLINO. Finalmente!,
avevamo proprio bisogno di lavarci i denti. Andiamo in bagno e
proviamo a farlo, ma il contatto dello spazzolino con i denti
provoca del fumo come quello di una SIGARETTA. Aprendo il RUBINETTO
dell'acqua fuoriesce un grosso FAGIOLO che ci bagna il vestito.
Abbiamo bisogno di cambiarci. Ci dirigiamo in camera da letto per
aprire l’ARMADIO, all’interno del quale c’è soltanto
una GONNA talmente piccola che ci copre a stento gli slip.
Non è stata una buona giornata. La bocca ha ancora il sapore del
fumo e andiamo in cucina a prendere un BICCHIERE ma
sbattiamo contro uno SPECCHIO che non avevamo notato giusto
di fronte a noi. Dobbiamo scriverci sopra qualcosa, così la
prossima volta non ci capiterà più di urtarvi contro. Abbiamo
bisogno di un PENNARELLO che ricordiamo di aver posto fuori
al BALCONE all'interno di una PADELLA con delle
uova. Fatto. Possiamo finalmente pranzare. Decidiamo di accendere
il fuoco con un FIAMMIFERO che normalmente portiamo nella
nostra SCARPA. Intorno all'alluce vediamo, però, una
grossa CILIEGIA rossa. Poiché ne siamo molto ghiotti, la
mangiamo, ma notiamo che essa ha come il sapore degli SPAGHETTI
al pomodoro.
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Per
chi vuole esercitarsi ad utilizzare il metodo a cascata, memorizzate la
seguente lista di parole: AUTO CASA SCACCHI FOTO TERMOSIFONE BAMBOLA
CANE PIATTO PISTOLA LUNA POSTINO PIANTA PANORAMA SCOPA BALENA CACTUS
CESTINO SCIARPA VASO LAMPADINA Se lo desiderate potete inviare
l'esercizio alla Memobase che correggerà eventuali vostri errori.
Ricordate che è necessario determinare un’immagine ben definita che
apra e una che chiuda la serie.
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