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L’INTELLIGENZA

Sebbene molti studiosi abbiano cercato di fornire una precisa definizione di questa straordinaria capacità umana, si è purtroppo molo lontani dall’aver chiarito i numerosi interrogativi che ancora circondano la questione. Ciò nonostante l’intelligenza sia una delle qualità mentali oggi maggiormente studiata. Dagli studi condotti da R. Sternberg su un campione di esperti, relativamente a cosa fosse compreso, secondo loro, nell’intelligenza, è emerso che essa includerebbe: 

a) la capacità di risolvere i problemi, considerata come capacità di ragionare logicamente ed elasticamente; 

b) la capacità verbale, che è data dall’abilità interlocutoria, intesa come capacità di esprimersi correttamente, parlando in modo chiaro e ordinato; 

c) l’intelligenza pratica, intesa come capacità di afferrare l’essenziale delle situazioni. Lo studioso Spearman sostiene la “teoria del minimo dei fattori”, secondo la quale l’intelligenza è basata su due tipi di fattori: uno generale (G) ed uno specifico dei particolari campi conoscitivi (verbale, quantitativo e spaziale). Secondo tale teoria, un individuo molto intelligente dovrebbe riuscire bene nei vari tipi di test che misurano le capacità. Chi raggiunge un elevato punteggio in un test di capacità mentale, dovrebbe esser ugualmente bravo negli altri test. Ma non sempre è così, perché ognuno di noi è dotato di abilità selettive. Di parere opposto è Guilford, il quale sostiene l’inesistenza di un fattore “G” di intelligenza generale, confermando la tesi delle abilità selettive. Non esiste una sola intelligenza, cioè, ma diversi tipi di essa. La psicologia contemporanea confermerebbe largamente tale punto di vista. Gardner è giunto ad affermare l’esistenza di ben sette tipi di intelligenza:   

1) LINGUISTICA; 

2) MUSICALE; 

3) LOGICO – MATEMATICA; 

4) SPAZIALE; 

5) CORPREO – CINESTESICA; 

6) PERSONALE A, nei riguardi degli altri; 

7) PERSONALE B, consapevolezza di se’.