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Che cos'è l'attenzione e come migliorarla?
Secondo il
professore americano Michael Posner, esperto a livello mondiale sul
fenomeno dell'attenzione, "Il problema dell'attenzione è di
selezionare, in vista di un'elaborazione cosciente, alcuni oggetti
presenti nel nostro ambiente fisico, o delle idee che abbiamo nella
mente (che sono, dunque, già nella nostra memoria), in vista di
un'elaborazione cosciente in ogni dato momento."
Senza andare così
nello specifico facciamo qualche utile premessa. Sicuramente vi sarà
capitato di trovarvi in un ambiente in cui si trovavano molte persone
intente a dialogare tra di loro e per non restare esclusi siete stati
costretti a scegliere una delle conversazioni in atto. Questa scelta
sarà stata basata dall'orientamento visivo verso una persona, oppure da
quello uditivo, orientando cioè l'attenzione verso quella specifica
frequenza vocale, o ancora seguendo prima la logica di un discorso.
In
ogni caso, la selezione adottata avrà determinato l'aver messo in
secondo piano le altre. In realtà anche quelle informazioni a cui non
abbiamo prestato attenzione vengono filtrate dal nostro cervello
attraverso elaborazioni complesse che non escludono quella semantica.
Infatti basta che da una delle conversazioni a voi estranea venga
pronunciato magari il vostro nome o si faccia riferimento a qualche
informazione che in passato ha destato in voi della curiosità per
trasformare l'altra conversazione in quella degna di essere sottoposta a
maggior attenzione.
Generalmente fissiamo lo sguardo in direzione delle
cose che ci interessano e la nostra attenzione si porta sulla fovea
ossia sul punto fissato dal centro dell'occhio. E' possibile però
dissociare attenzione e sguardo magari suggerendo al nostro
interlocutore di guardare in un punto diverso rispetto alla nostra
fovea. In questo caso l'interlocutore diventa estremamente sensibile
reagendo molto rapidamente anche alla più piccola informazione che
arriva dal punto suggerito diventando relativamente insensibile nei
confronti delle informazioni presenti nella fovea.
Questi spostamenti
furtivi, nella vita quotidiana, servono a scegliere la zona del campo
visivo verso la quale si vuole prestare attenzione L'attenzione visiva
consente di modificare anche il dettaglio delle cose che osserviamo. Si
può guardare il viso di una persona focalizzando l'attenzione sul naso
o sugli occhi. Se ci si concentra sugli occhi si potranno raccogliere
molte informazioni sul colore e sulle dimensioni delle pupille così
facendo ci si lascerà sfuggire un sorriso. Questo fenomeno è chiamato
"zoom".
Contemplando un quadro possiamo soffermarci ad
esaminare dettagli diversi o possiamo esaminarne l'insieme, ma questa
operazione che sembra banale in realtà non lo è. Pazienti con lesioni
al lobo temporo-parietale sinistro non riescono ad avere una visione
d'insieme, mentre pazienti con lesioni al lobo temporo-parietale destro
vedono molto bene i dettagli ma mancano di visione d'insieme. Il lobo
parietale è infatti destinato al passaggio da locale a globale, il lobo
temporale è invece più coinvolto ad esaminare i dettagli.
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