|
|
|
OBLIO e RITMI DI STUDIO
L'oblio (la
dimenticanza) è un fenomeno strettamente legato al ricordo. Dopo aver
appreso una qualunque informazione, abbiamo l'esigenza di consolidare la
nozione acquisita al fine di renderla stabile per una eventuale futura
riproduzione. Nel nostro cervello, in realtà, si realizzano delle
trasformazioni del tutto involontarie. Possiamo rendercene
immediatamente conto provando a ripetere oralmente questo argomento alla
fine della lettura. Inevitabilmente avremo fatto delle diminuzioni o
avremo modificato l'informazione in maniera qualitativamente diversa
dall'originale. Questo processo di "potatura", del tutto
naturale, dura diversi giorni. Una ripetizione dell'argomento a distanza
di poche ore subisce, a volte, delle trasformazioni radicali, subendo in
modo continuo e inesorabile dei tagli. Ebbinghaus, uno dei più
autorevoli esponenti della psicologia sperimentale, riuscì a
rappresentare graficamente la velocità con cui si dimentica. Dai suoi
studi emersero dei dati sorprendenti Ebbinghaus imparò a memoria una
lista di sillabe senza significato, in seguito controllò ad intervalli
di tempo variabili di 20 minuti, 1 ora, 8 ore e trenta minuti, un
giorno, due giorni, un mese in che misura era riuscito a ritenere le
informazioni; disegnò, quindi, il suo grafico in base al numero di
ripetizioni necessarie per riapprenderle (metodo che va sotto il nome di
metodo del risparmio). L'importanza della scelta delle sillabe da
memorizzare è fondamentale, infatti esse rappresentano un materiale
"neutro", perché non provocano associazioni mentali.
Ebbinghaus realizzò, così, una funzione detta "CURVA
DELL'OBLIO". Il grafico mostra una curva concava in alto che
termina quasi orizzontale verso il basso.

Dimostrò che
in genere si dimentica molto velocemente già dopo i primi minuti di
apprendimento. L'oblio fortunatamente diminuisce più lentamente
nel tempo e dopo una settimana si dimentica ad un ritmo 3 volte
inferiore a quello dei primi 20 minuti. Il contenuto cosiddetto "mnestico"
ha subito, inoltre delle deformazioni trasformandosi in qualcosa di
semplificato, regolare e accentuato (ossia evidenziando certi
particolari e certe differenze).
|